Pagina:Landi - Vita di Esopo, 1805.djvu/209

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F A V O L E 195

Dell’Agnello, e del Lupo. 165.


L’Agnello vedendo il Lupo dalla finestra, gli disse villania; Il Lupo disse: O scelerato tu non mi offendi, che poco di te mi curo, ma temo il luogo dove tu stai.

Sentenza della favola.

Moralità. Il tempo, ed il luogo spesse volte danno audacia al vile.


Dell’Asino. 166.


L’Asino dell’Ortolano pregava Giove, che gli dasse un altro Padrone perchè quello che aveva, era troppo crudele. Lo esaudì Giove, e gli diede uno, che faceva Vasi di Creta, il quale lo caricava di più gravi pesi, che l’Ortolano. Egli di nuovo pregò Giove, che gli dasse un altro Padrone; Giove ridendo gli diede uno, che acconciava cuoi. All’ultimo l’Asino come l’ebbe conosciuto disse: Ah sfortunato, che mutando questo in quell’altro Padrone, ne ho trovato uno, che non solo non perdonerà a me, ma ne anco alla mia pelle.