Pagina:Landi - Vita di Esopo, 1805.djvu/211

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F A V O L E 197

Sentenza della favola.

Quante volte sei esortato sotto coperta di bene, ed il consiglio ha pessimo fine.


Dell’Avoltojo, e degl’altri Uccelli. 169.


L’Avoltojo fingendo onorare il suo giorno natale, chiamò tutti gli Ucelli, a cui ne venne una gran parte, ed egli con molta allegrezza gli accettò, e con gran favore, e poi tutti se gli mangiò.

Sentenza della favola.

Moralità. Non sono amici tutti quei, che hanno buone parole, perchè sotto quelle, spesse volte sta nascosto il veleno.


Di Giove, e della Simia. 170.


Giove volle sapere fra tutti gli animali, chi avesse più belli figliuoli, e tutti gli andorono avanti, tra quali la Simia portando i suoi andò. Veduta da Giove egli cominciò a ridere. Allora la Simia disse: Giove ride, perchè di quanti figliuoli ha veduto, ha giudicato i miei esser più belli.

Sentenza della favola.

Moralità. A tutti, la cosa sua par bella.


Della Formica, e della Cicala. 171.


Venendo l’Inverno la Formica portava il grano al Sole; il che vedendo la Cicala, corse, e dimandolle di grazia un grano di formento, e la Formica rispose. Perchè non fai tu, come fo io, che l’Estate congrego ciò, che posso per l’inverno? La Cicala rispose: Il tempo dell’Estate io lo consumo cantando. E la Formica disse: Tuo danno se ti muori di fame l’inverno, poichè l’Estate non fai altro, che cantare.