Pagina:Landi - Vita di Esopo, 1805.djvu/273

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F A V O L E 259

Sentenza della favola.

Questa favola dinota, che noi dovemo esser contenti delle cose nostre, e non desiderare quelle, che a noi non sono eguali.


Della Pecora, ed il Pastore. 313.


La Pecora si doleva col Pastore, dicendogli esser maltrattata da lui, che mai non si saziava togliendole il latte, e la lana. A cui il Pastore disse: Non solo io ho dominio di levarti la Lana, ed il Latte, ma ancora voglio menare il tuo figliuolo al macello, e lo voglio ammazzare, e darti a mangiare a Lupi, ed a Cani. Allora la Pecora tacque, dubitando di peggio.

Sentenza della favola.

La favola significa, che dovemo aver pazienza, quando Dio ci toglie la roba, ed i figliuoli, perchè ha arbitrio di fare maggior cose di queste.


Di uno, che provò i suoi Amici. 314.


Un Ricco, e liberale, faceva ogni dì conviti a suoi amici, i quali lo salutavano, ed onoravano, e volendo far prova se a un suo bisogno se ne fosse potuto valere, fece finta d’aver differenza con certi suoi nemici, i quali lo volevano ammazzare, e però gli pregava, che lo volessero ajutare. Essi non vollero prender l’armi, eccetto che due. Il che vedendo egli, diede licenza a tutti gli altri, e ritenne solo quelli due.

Sentenza della favola.

La favola dimostra, che la fortuna avversa fa sperienza degli amici.