Pagina:Lando - Paradossi, (1544).djvu/183

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mi DE PARADOSSI, 3*3 s8 leLatinea quali dimandarei molto uolentieri che lettere poteffe mai apparare on’huomo ’profeflìon [notaio coftretto aguadagnarfi il pa necolfcriuere proceffi,codicilli,teftamenti,& co tratti’dalqual officio difgiungendolì poi,detteli tutto all’otio,alle uanita.al raccontarfauole et alfetuir donne, feruirle dico, non di coppa, ne di coltello, macol fcottergli il pellicionc, ueg giamo un pocothe fegnodi dottrina apparilca nell’operefuein Fiorentino uolgareircritte. cer fcriuere dal più rozzo pedataccio ch’ufciffe mai dalla marca più inettamente’Saiffegia della ge nealo^a delli Dei 84 delle illuftri donne.benche alcuni,affermino,non effer fua opera,ma conce diamoche fua fuffe,non ui fon dentro mille brut ti errori con ftile parimenti brutto regiftratij> fi che, apertamente fi uede non effer altro in lui, che una certa naturale abondanza di parole, mal pero teffure, l’una con l’altra auilupate,in tricatcjcon lecoftruttioni alle uolte fi proliffe chefe non fi ha più che buona lena, conuienci due d tre fiate ripofare,pria che finita fia la claufola,la quale termina fempre nel uerbo,fecondo la figura latina, cofa molto difdiceiiole à chi uuol bene 84 tofcanamente fcriuere, fono le fue narrationi fenza arte oratoria difpofte piène de uocaboli infoliti 84 fenza giuditio alcuno, il qual poco giuditio fa fimilmente teftimonio