Pagina:Lando - Paradossi, (1544).djvu/86

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IL PRIMO LIBRO

trecento millia Persiani. Camillo fatto essule, fu alla patria di gran giovamento, era in bando Traiano (ilgiusto) quando fu fatto imperadore Essule fu il giusto Aristide, essule si vidde Temistocle et costretto rifuggirsene a Zerse essule fu Alcibiade, visse similmente con bando il buono Ermodoro, non havendo gli Efesi riguardo alcuno alla sua bonta, ne tal fortuna schivar puote Rutilio, molto meno il mio. M.Tullio, non so pero se cio fusse per ricompensa d'haver conservato la Republica che a terra non cadesse, et fatto gli innumerabili bentficii. E' chi e che non desiderasse con si bella et honorevole squadra d'havere perpetuo bando? Sono si forse mentovati huomini senza core? senza forze? o senza consiglio? Io disidro di buon cuore bando almeno di diece anni a un mio amico, come la propria anima caro perchè indubitatamente spero che stando fuori delle morbidezze della sua patria egli habbi a divenir piu mansueto, et assai mi rincresce non sia dalla necessita costretto a provare come sappi di sale il pan d'altrui, perchè ne sperarei maggior profitto di quel che per hora vego del suo esiglio. Potrei anchora (se io volessi esser alquanto più prolisso) in molti modi mostrare non esser nell'esiglio ponto di male, o dishonore, ma lasciarollo di fare non tanto per schivare molestia a delicati lettori quanto perche mi soviene che il facondissimo messer Gioan Bocaccio, scrivendo ad un suo ami