Pagina:Lando - Paradossi, (1544).djvu/99

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D E P A R A D O S S I 46

gliamo almeno della commune sciagura, anzi sopportiamo pacientemente quel che schifare per molta industria et arte non potemo, ricordandosi anchora, che il signor nostro condennar non vuolle l'adultera, non voglio pero dir io, che molte caste donne non si trovino, come detto hanno alcuni al mordere la donnesca honesta troppo inchinati, perche so bene di quanto cordoglio nella mia più giovenile eta stato mi sia cagione l'incredibil honesta della donna mia, la quale, ne per longa et fervente servitu, ne per ismisurato amore ch'io gli portassi, mai, si volle piegare a' miei desiderii, tengo però per cosa certa, che si come in virtu et nobilta d'animo è singolare, cosi fusse unica in questa parte et rarissime all'eta nostra ritrovarsi quelle che di sua mente sieno.


MEGLIO E' DI PIAN/

gere, che ridere.

PARADOSSO.XII.


On diremo noi ( et con gran ragione) che miglior sia il pianto che il riso poi che Solomone scritto n'ha' lasciato nelle sue sagratissime carte, che meglio sia di girsene alla casa del pianto, che dell'alegrezza?