Pagina:Latini - Il Tesoro, 3, 1880.djvu/127

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123 che non è a colui che incontinente ’ vole seguire sua concupiscenza, però che costui incontanente che ’1 vede cosa che gli diletti, non aspetta lo giudicio della ragione, anzi soprastà ad avere quello che desidera. Dunque la incontinenza dell’ira è più natura] cosa che h incontinenza della concupiscenza ^; ma la incontinenza della concupiscenza si è più nella volontà dell’uomo. E la concupiscenza addimanda luoghi oscuri, e per ciò ò detto della concupiscenza ch’ella abbatte lo figliuolo, e trade lui. L’uomo lo quale fa male e non si pente, non si puote correggere; ma dell’uomo che fa male, e pentasi, sì può l’uomo avere speranza che si possa correggere. Quelli che non hanno intelletto, sono migliori che quelli che l’hanno e non l’adoperano; 1) Corretto inconlanenle in incontinente co t: qtn n’est pas continent en ses convoliscs, force que maintenent (ecco l’incontanente, che fu la pietra dello scandalo) qiie il voit une chose etc. 2) Che la incontinenza della concupiscenza, manca al t, il quale invece ha: mais cele de concupiscence est plus en la volonté de l’ome. Aggiunto perciò: ma la incontinenza della concupiscenza si è pili nella volontà dell’uomo. Senza queste parole, l’inciso, e addomanda luogìd osctiri ecc. si riferisce all’incontiuenza dell’ira, anzi che all’incontinenza della lussuria. La correzione è altres’i secondo i mss. del Serio, e Vis.