Pagina:Le Pescatorie di Azio Sincero Sannazaro.djvu/152

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(119) La Venere marina negli antichi monumenti ora si rappresenta in atto di uscir dal mare, sostenuta in una gran conchiglia da due Tritoni, con in mano li suoi lunghi cappelli, dai quali fa uscire la schiuma; ora sedente sopra un Delfino o sopra una Capra marina, scortata dalle Nereidi, e dagli Amori. Così il Declaustre. La pittura di questa Dea fu il capo d’opera del grande Apelle: di cui Ovidio:

Si Venerem Cois numquam pinxisset Apelles,
mersa sub aequoreis illa lateret acquis.

Questo distico parmi possa esser tradotto così:

Se Apelle, per cui Coo tanto sì onora,
Mai non avese Venere dipinto,
Nel mar nascosta ella sarebbe ancora.

(120) Ottenuta ch’ebbe Pigmalione la grazia da Venere, di vedere la sua statua animata, la prese in moglie; e n’ebbe un figlio di nome Pafo, il quale per gratitudine edificò in onore di Venere una città nell’Isola di Cipro, cui diede il suo nome. Ov. Met. X. (121) Amatunta, oggi Limisso, città nell’isola di Cipro consacrata a Venere. E qui giovi sapere, che la grande isola di Cipro nel Mediterraneo, di cui Pafo o Baffo (V. n. 120.) Limesso od Amtunta, Salamina o Famagosta non sono che parti, era sacra a Venere; sia per l’ubertà del terreno; sia perchè è detto esserle ivi stato fabbricato il primo tempio; sia perchè eravi in antico un boschetto stabilito da questa Dea per saziare la sua libidine. Costumavano li Cipriotti esporre le loro figlie sul lido del mare, onde si meschiassero coi naviganti, per così consacrarle a Venere. Ma questa è favola, nè avrà un fondamen-