Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/125

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RIME

     Ond’ella pur convien che pianga e gridi
Dentro allo core ne’ sospiri sui
Per quella donna, della quale io fui
Sì tosto preso pur com’io la vidi.
     Ella mi tiene gli occhi su la mente5
E la man dentro al cor, com’una fiera
Nemica di pietà crudelemente.
     Non si può aitar in nessuna maniera;
Chè, s’essere potesse, solamente
Sareste voi, e non più quella altiera.10




XCIV



     Novellamente Amor mi giura e dice
— D’una donna gentil sì fa riguardo; —
Che per virtute del suo nuovo sguardo
Ella sarà del mio cor beatrice.
     Io, c’ho provato poi come disdice,5
Quando vede imbastito lo suo dardo,
Ciò che promette, a morte mi do tardo;
Chè non potrò contraffar la fenice.
     S’i’ levo gli occhi, e del suo colpo perde
Lo cor mïo quel poco che di vita10
Gli rimase d’un’altra sua ferita,
     Che farò, Dante? ch’Amor pur m’invita,
E d’altra parte il tremor mi disperde
Che peggio che l’oscur non mi sia ’l verde.




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