Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/138

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
CINO DA PISTOIA

Breve tempo lo fa viver giocondo,
Che tu lo tiri a fondo;30
Poi non ne mostri ragion ma usaggio,
Onde riman doglioso vedovaggio.
     Ahi, Morte, partimento d’amistate!
Ahi senza pietate
Di ben matrigna et albergo di male!35
Già non ti cale a cui spegni la vita,
Perchè tu, fonte d’ogni crudeltate,
Madre di vanitate,
Sei fatta arciera et in noi fai segnale;
Di colpo omicidial siei sì fornita.40
Ahi come tua possanza fie finita,
Trovando poca vita,
Quando fìe data la crudel sentenza
Di tua fallenza dal segno superno,
Poi fìe tuo loco in fuoco sempiterno!45
Lì starai state e verno.
Là dove hai missi papi e imperadori
Re e prelati et altri gran signori.
     O Morte, fiume di lagrime e pianto,
Inimica di canto,50
Desidro che visibile ci vegni;
Perchè sostegni sì crudel martire,
Perchè di tant’arbitro hai preso manto
E contra tutti il vanto.
Ben par nel tuo pensier che sempre regni,55
Poi ci disdegni in lo mortai patire.
Tu non ti puoi, maligna, qua coprire
Né da cagion disdire.
Ohe ben trovasi più di te possente;
Ciò fu Cristo, possente alla sua morte,60
Che prese Adamo, e disprezzò le porte,
Incalzando te forte:
Allora ti spogliò della vertute
E dall’inferno tolse ogni salute.
     Ahi, Morte nata di mercè contrara,65
Ahi passione amara!
Sottil ti credo poner mia questione
Contra falsa ragion della tua opra;


— 132 —