Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/192

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BOSONE DA GOBBIO

     E poi, perchè ’l saver non lassa il petto
Ben conducer lo freno, il leon fue
24La superbia che offusca ogni intelletto.
     Quella lupa ch’avendo ogn’or vuol piùe
Fu l’avarizia che per mantenere
27Uom la sua facoltà fa giacer giue.
     Queste fur le tre bestie che ’l volere
Gli fecer pervenir d’andare al monte
30Dove virtù se ne solea sedere.
     Ma perchè l’alma che si prende al fonte
Del nostro battistèo ci dà un lume
33El qual ci fa le cose di Dio conte,
     Venne dal lustro del supremo lume
Una grazia di fede, che si dice
36Che ’nfonde l’alma come terra il fiume,
     E mosse lui colla ragion felice,
Per fargli ben conoscer quelle fere;
39In che ci allegoreggia Beatrice.
     E la ragion, per cui da lor non père,
Descrive per Virgilio, e vuol mostrare
42Ch’ebbe da’ libri suoi molto sapere.
     Questi gli mostra come per mal fare
Si dee ricever pena, e poi agguaglia
45La pena al mal come me’ può adequare.
     E perchè ’l magistero più gli vaglia,
La ragion, se ragion si può chiarire,
48Mostra come la spada infernal taglia:
     E questo mostra per voler partire
Non pur lui da peccato e da far male,
51Ma farne all’uditor crescer desire;
     Sicchè ’l buon viver nostro naturale
Non erri, e, se pur erra, che si saccia
54E pentere e doler quanto ci vale.
     In questo la sentenza par che giaccia
Di questa prima parte, che l’Inferno
57Par che comunemente dir si faccia.
     Poi la seconda parte del quaterno,
Tuttochè la ragione ancor lo mena,
60Siccome fece per lo foco etemo;


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