Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/194

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BOSONE DA GOBBIO

     E ’n le due chiavi che tenea latente
Mostra l’autorità e discrezione,
102Che l'una toglie e l’altra ha nella mente.
     Faccia lo diocesan comparazione
Fra prete e prete, e non dia capomanno
105     Se non gli avviene quel di Salomone.
Poi vede chiar come pentuti stanno
E purgati ciascun del suo mal fare,
108E per lo suo contrario la pena hanno.
     Ma, perchè io voglio alquanto dimostrare
Una bella figura che vi mette,
111Ricolgan gli uditori il mio parlare.
     Perchè ci sien le virtù più dilette
E i vizi più ci sieno abominati,
114Dinanzi al bel purgar ciascun de’ sette
     Mostra come gli par veder davanti
(Qual scolpito, quale udìa, qual vedea,
117E qual sognando, e qual parea per canti)
     Molte novelle di cui si sapea
Ch’ebber l’ornata eccellenza del mondo,
120Perchè ’l contrario di quel vizio fea.
     E questo mette, prima che nel fondo
Salga dal grembo, per forza che faccia
123Correre altrui nell’opera giocondo:
     Poscia di retro descrive la traccia
Di quei che per quel vizio rovinaro,
126E questo infrena altrui come quel caccia.
     E perchè Stazio fu fedele e caro,
Dice che i libri suoi con la ragione
129La via d’esto cammin gli dimostraro.
     In sommità di questo monte pone
Quel luogo, ove si crede che Adamo
132Vivesse e fesse poi l’offensïone,
     E per lo ben che vien di ramo in ramo,
Lodando il luogo, di fuor della riva,
135Sedeva lamentando alcun richiamo.
     Poi lì da alto della selva diva,
Sol con quell’atto che l’effetto importa,
138Vede allegra seder la vita attiva.


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