Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/203

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     La donna che consente a suo marito
Con offesa di Dio e sua vergogna,
57Varïando per tempi modo e sito!
     L’eterno Dio di sopra già non sogna,
Ma vede sempre tutto vostro male
60E quanto sete mersi in la carogna;
     E nel giudizio suo universale
Vostre vergogne fien tutte palese
63A tutto ’l mondo: nullo aiuto vale.
     Vostre preghiere non saranno intese
Ma riprovate in gran confusïone,
66Nè mai per voi si faran difese.
     Da poi mandati all’infernal prigione,
Ove fia ’l vostro pianto senza fine,
69Lamento grande e lugubre il sermone;
     Ivi nell’aspre ed orride sentine
Da orribili ministri e furiosi
72Che brancheran le vostre miserine;
     Poi per l’inferno tutti smaniosi
Senza pietade vi strascineranno
75Come ribaldi tristi e viziosi,
     Nè mai di tormentar si stancheranno:
Anelerete di voler morire,
78E lor più freschi nel punir saranno.
     Me chiamerete, e non porrò venire:
Così morendo sempre viverete,
81E vostra vita non porrà finire.
     Delle gran pene mai non mancherete,
Perchè offendeste lo ’nfinito Dio;
84Però infinitamente là starete.
     Or dite quel che vuol vostro disio
E tutto ’l spiacer ch’avete nel mondo
87Per contentare il vostro corpo rio!
     Sopra di voi portate sì gran pondo
Che vi traboccherà in precipizio;
90Niente troverete esser giocondo:
     Ed io non mancherò dal mio uffizio,
Darovi presto lo mortal flagello:
93Punir conviensi ciascun vostro vizio.