Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/271

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RIME

210Tu se’ giunta alla sera,
Chè ciascun uomo spera — te diserta!
Tu sarai Tebe certa,
Per l’innocente sangue che bevesti!
Quel da Milan prendesti,
215Per sacrificio ’l desti
Lui e’ figliuoli al serpe.1
Ahi anime crude più che serpe,
Ch’è de’ figliuoli del conte e di lor fame?
Distrutto il tuo reame
220Sarà colla tua rabbia;
Per grattar la pantera 2 avrai la scabbia,
Con fuochi sangue prede guasti e ratti;
E tra questi baratti
Terminerà la pantera, — e sarà sera.
225L’orsa3 cupida e stanca
Sarà come chi affoga;
Camperalla la soga — ch’ella tiene.
Ma ella pur conviene
Pagar lo malo scotto;
230I’ dico il crudo e ’l cotto;
Che il veltro4 e San Cerbon5 son invitati
Con altri disfrenati
Che sono inebriati — all’altrui vino.
Lo lion del gran giardino6
235Da dritto e da mancino — s’arrosterà,
E darà e torrà,
E fuoco metterà — per molte selve
Pagando molte belve;
Ma e’ darà a ogni morso ’l pelo,
240Vedovo scuro sarà con suo velo;
Questo mi mostra ’l cielo;
Ma grande rimarrà in fra’ dispersi.

  1. Visconti da Milano.
  2. La pantera: ciò è Lucca.
  3. L’orsa: ciò è Pistoia.
  4. Il veltro: ciò è Volterra.
  5. San Cerbone: ciò è Massa.
  6. Lo lione del gran giardino: ciò è Firenze.

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