Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/340

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BUONACCORSO DA MONTEMAGNO

VI


     Freschi fior dolci e violette, dove
Spiran euri d’amor, zefiri lieti;
Belli alti vaghi e gentil laureti,
4Dove un bel nembo rugiadoso piove;
     Cara leggiadra selva, onde Amor move
Mio cor negli alti suoi pensier secreti;
Rivi erranti puliti ombrosi e cheti,
8Possenti a far di sete accender Giove;
     Quanto mirabilmente il viver mio
Trasformato s’è ’n voi in nuova sorte
11Data dal dì delle mie prime fasce!
     Qui vivo all’ombra, onde fuggir m’è morte;
Qui dolce aura d’amor, quant’i’ disìo,
14Sol mi nutrica m’alimenta e pasce.




VII


     O gentil trïonfante e sacro alloro,
De’ lunghi e stanchi miei pensier sostegno,
Sotto a’ cui verdi rami all’ombra vegno
4Tessendo l’amoroso mio lavoro;
     O diletto e piacente mio tesoro,
Fido soccorso al mio debile ingegno,
Dolce mio caro e prezioso pegno,
8Dove i verdi anni e l’età prima onoro;
     In te la mia speranza e i miei desiri
Rimaser dopo il fortunato giorno
11Che Madonna di te fece sue spoglie;
     Mille lagrime poi, mille sospiri
Piangendo sparsi a tua dolce ombra intorno,
14E raccogliendo le tue sante foglie.



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