Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/390

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FRANCO SACCHETTI

Ben era sorcio e muto,
25Veggendo far di due maggiori un segno:
Porti, sentieri, vie e strade aperte
Credevan esser certe.
Se non che par che un proverbio degno
V’abbia assaliti con sì fatto suono,
30Che consiglio di due non fu mai buono.
     Però che contro al creder d’ogni parte
Adoperate nel principio vostro,
Il qual dispiace quanto prima piacque.
Seguendo andate l’opere di Marte;
35Nè terra nè castel nè alcun dicastro
Può star sicur se non ha intorno l’acque.
Veniste là onde tal mossa nacque.
Per disfar di Liguria la gran sterpe:
Ma come fiera serpe
40Gittò veleno et annodò la coda.
E perchè niun di voi era ciurmato,
Partiste da mercato:
Et or cercate pecorelle a proda,
Vogliendo far ciascun paese nudo
45Che contro a voi non abbia lancia o scudo.
     A te che tien l’apostolico ammanto,
Dell’alto re de’ re vicario in terra,
Voglio parlare in questa parte solo;
Però che tutto fuor di modo santo
50È fuggir dalla pace e voler guerra,
E ’ncontro a quelli del celeste polo.
Se io nelle mie rime corro o volo,
Ragion mi muove; perchè niun maggiore
De’ esser del Signore.
55Dunque, se sedia tien’ pel re superno,
Lèggi quel ch’esso a ciaschedun comanda;
Non seguir altra banda:
E’ fu ed è e sempre fia etemo.
Dicendo e maestrando — Pace a voi. —
60E tu in sua vece mal la mostri a noi.
     Rivolto è ’l mondo da quel tempo antico
Che molti di tuo par fuggìan tesoro
Perchè disiavan la vita divina.


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