Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/406

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
FRANCO SACCHETTI

45     La costante virtù, somma Fortezza,
Ch’avea perdute tutte le sue membra,
Sanata avete e messa nel suo loco.
Sanza costei non può esser fermezza;
Sanza costei riposo non s’assembra;
50Sanza costei ciascun rettor può poco.
S’io dico il vero, il sa chi vide il gioco
Già de’ maggiori e de’ minor da poi
Che sì e no, fa e disfà, in un punto
Seguivan sanza punto.
55Se quei che regge non s’attiene a questa,
Qual è maggiore a’ popoli tempesta?
Dunque, s’io penso a voi,
E terra inferma e stato sanza legge
Per voi con forma si mantiene e regge.
60     Canzon, a’ miei signor ti rappresenta,
E con lor ti rallegra, come quelli
Che drieto a ria fortuna han dolce tempo:
Umilemente a ciaschedun rammenta
Che tutti i buoni faccian lor fratelli,
65E faccia ben chi può quand’egli ha il tempo.
Pruova ne face il tempo;
Chè tal d’offender ebbe il laccio teso
Che poi da quello è giustamente preso.


(Dalla Serie dei testi di lingua del Poggiali; Livorno, Masi, 1813.)



XXXIII

SOPRA LE FOGGIE


Poca vertù ma foggie ed atti assai,
I’ veggio ogn’ora in te, vaga Fiorenza;
Perchè vana apparenza
Mutano i nati tuoi di giorno in giorno.
5Da quella madre antica non ritrai
Ch’al mondo dimostrò la sua potenza:
Ciò n’appruovi l’essenza,


— 400 —