Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/429

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SAVIOZZO DA SIENA



I

Opus Simonis de Senis super tres Comædias Dantis


     Come per dritta linea l’occhio al sole
Non può soffrir la ’ntrinsica sua spera,
3E riman vinto assai da quel che suole;
     Così lo ’ngegno mio da quel ch’egli era
Rimaso è vinto dalla santa luce,
6Che come ’l sole ogn’altro corpo ’mpera.
     Franca Colonna, or poi che tu se’ duce
In dimandarmi, ed io voglio ubbidire:
9Ma degna musa fia che mi conduce.
     Per lei ardisco, e poi per te servire,
Parlar del sacro fiorentin poeta
12Che nostra lingua ha fatto in ciel salire.
     Qual divina influenza il bel pianeta
Mercurio giunse a Febo in ascendente,
15E Venus vide grazïosa e lieta!
     Furon le ninfe a lui tutte presente;
E vide Apollo il suo ricco Parnaso,
18E Dafne, più che mai bello e fervente.
     Vide’ Minerva il benedetto vaso
Pien di rugiada partorire un fiore
21Che in grembo a Beatrice è poi rimaso.
     Felice ventre, in cui tutto ’l valore
Dell’idïoma nostro in fra’ Latini
24Acquistò gloria, e tu porti l’onore!


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