Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/446

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GUIDO DAL PALAGIO

25Di buona operazion debbi sperare
Più tosto prosperare
Che pur seguendo guerra trovar pace.
Ma se, lupo rapace,
Fiero tiranno si vuole appressare,
30Allor conforto il franco guerreggiare.
     Non le strappate la dorata chioma,
Non murmurate i suoi dorati membri,
Sì che non si dismembri
Da voi la giusta spada e la colonna.
35Recatevi a memoria l’alta Roma,
Quel ch’ella fu e quel che la trasmembri.
E, se ben ti rimembri,
Vedrai come del mondo fu madonna,
Mentre ch’e’ si vestirò ad una gonna
40I suoi possenti e legittimi figli:
Poi, pe’ falsi consigli
D’invidia e d’avarizia e di superba,
Sol la fama si serba.
Che le doppie tristizie nelle menti
45Quando è in felice tempo si rammenti.
     Prendete per ispecchio il gran reame
Di Napoli ch’è sì nobil cittade;
Che nella mia etade
Ricordo ch’era un mezzo paradiso;
50E quante terre già per Talia grame,
Che lagrimar mi fanno per pietade!
Ben hai in te crudeltade,
Tu che m’ascolti, se non bagni il viso.
O soli, o gigli, o perle, o fiordaliso!
55Io triemo tutto per la gelosìa
Di te madonna mia,
Che tu non cresca sempre la tua insegna,
a colui ti sovvegna
Che tutto regge, e di te s’innamori,
60Sì che Fiorenza sempre si rinfiori.
     Va’ riverente e d’umiltà vestita,
O canzon mia, e contro ad ogni errore;
Sicchè con puro core
Ragion ti faccia franca compagnìa.


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