Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/53

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DISCORSO PRELIMINARE

= Dell’amicizia ch’egli ebbe col Petrarca fa fede la canzone a Giovan Galeazzo conte di Virtù, dove l’ombra del poeta gli apparisce per mandarlo messaggero di sani consigli al nuovo signore di Milano, e gli dice: = Che da quel dì che uscisti delle fasce Amore in un le nostre voglie serra. = Dalle parole che seguono parrebbe che il nostro Vannozzo non sol fosse vissuto amico al Petrarca, ma co’ suoi consigli giovasse anche a vincere in esso l’amore di Laura od altra passione non degna di lui. Perchè dice: = E dall’ontosa guerra Già mi levasti... = ...La lode che gli attribuisce Marsilio di Carrara è maggiore del vero, pure mostra la stima in ch’egli era tenuto dagli uomini del suo tempo. E certo i suoi versi fra molte negligenze di lingua e di stile provano ingegno franco ed ornato.»1

«Simon sanese cantò in vulgar stile, Ma mal sè resse e morì in poco onore»2: così un poeta quasi contemporaneo a Saviozzo. Simone di ser Dino Forestani, detto il Saviozzo, fu cancelliere di Federigo da Montefeltro conte di Urbino. Gran veneratore di Dante, prese parte colla poesia agli avvenimenti del tempo suo: e la canzone al conte di Virtù è l’ultimo grido del ghibellinismo, se pur a tenerla per un magnanimo voto nazionale non fa ostacolo l’ira contro Firenze che sa forse di municipio. Oltre i saggi da noi riprodotti, de’ versi politici abbiamo a stampa una canzone infelice a Venezia: altre se ne citano inedite: a Pandolfo Malatesta, padre del signore di Pesaro versificatore; a Federigo Montefeltro; a Niccolò d’Este; al papa Martino V; e per l’assunzione d’Innocenzo VII (1404); dal Crescimbeni: una pel tradimento commesso dall’Appiani su ’l Gambacorta, dall’annotatore del Quadriregio3. Nè oltre al 1404 abbiamo altre notizie di lui; se non se ch’ei s’uccise di coltello essendo in carcere, dopo aver rimato imprecazioni a Dio agli uomini alla natura. Questa canzone fu con altre cose

  1. N. Tommaseo: Dizionario estetico (Milano, 1860), vol. I.
  2. Benedetto di Cesena, citato dal Crescimbeni in Coment. St. volg. poes., III, parte II, l. II.
  3. Frezzi: Quadriregio (Foligno, 1725), note al c. 16, l. II.

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