Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/66

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CINO DA PISTOIA


DEDICA E INDIRIZZO

DELLE RIME D’AMORE




X


     Deh moviti, Pietate, e va’ incarnata,
E della veste tua mena vestiti
Questi miei messi, chè paian nodriti
E pien della vertù che Dio t’ha data:
     E ’nnanzi che cominci tua giornata,5
Se ad Amor piace, fa’ che tu inviti
E chiami gli miei spiriti smarriti;
Per gli guai sia la lor chiesta provata.
     E, dove tu vedrai donne gentili.
Quivi girai, chè là ti vo’ mandare;10
E dono a lor d’audïenza chiedi;
     Poi di’ a costor — Gittative a’ lor piedi,
E dite chi vi manda e per che affare. —
Udite, donne, esti valletti umìli.


XI


     Uomo, lo cui nome per effetto
Importa povertà di gioi’ d’amore,
E ricco di tristizia e di dolore,
Ci manda a voi, come Pietà v’ha detto.
     Lo qual venuto nel vostro cospetto5
Sarebbe volentier, s’avesse il core:
Ma non lo lascia di viltà tremore,
Per che gl’ingombra angoscia l’intelletto.
     Se voi vedeste appresso la sua vista,
Farebbevi nel cor tutte tremare;10
Tant’è in lui visibil la pietate.
   Di mercè avare, donne, non gli siate;
Chè, per la speme c’ha per voi campare,
Di vita pasce l’anima sua trista.


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