Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/83

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RIME

   Or perchè non volete più ch’io miri
Gli occhi leggiadri u’ con Amor già fui,
E privar lo mio cor di tanta gioia?
Di questo converrà ch’Amor s’adiri,
50Che un core in sè, per vivere in altrui.
Morto, non vuol ch’un’altra volta moia.
Or, se prendete a noia
Lo mio amor, occhi d’Amor rubegli,
Foste per comun ben stati men begli!
   55Agli occhi della forte mia nemica
Fa’, canzon, che tu dica
— Poi che veder voi stessi non possete,
Vedete in altri al men quel che voi sete. —




XXXIV


   Nelle man vostre, o dolce donna mia,
Raccomando lo spirito che muore,
E se ne va sì dolente, che Amore
Lo mira con pietà che ’l manda via.
   5Voi lo legaste alla sua signorìa,
Sì che non ebbe poi alcun valore
Di potergli dir altro che — Signore,
Qualunque vuoi di me, quel vo’ che sia. -
   Io so che a voi ogni torto dispiace:
10Però la morte che non ho servita
Molto più m’entra dentro al core amara.
   Gentil madonna, mentre ho della vita,
Acciò ch’io mora consolato in pace.
Non siate agli occhi miei cotanto avara.




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