Pagina:Le avventure d'Alice nel paese della meraviglie.djvu/35

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di lagrime. 19


Signore — .” Il Coniglio trasaltò, gli caddero a terra i guanti e il ventaglio, e in mezzo a quella tenebrìa si mise a correre di traverso come se avesse le ali alle zampe.

Alice raccattò il ventaglio e i guanti, e perchè la sala pareva una stufaiuola si rinfrescò sventolandosi e parlando fra sè: “Meschina me! Come ogni cosa è strana quest’oggi! Eppure ieri le cose andavano secondo il solito. Non mi sorprenderebbe se stanotte fossi stata scambiata! Vediamo: non ero io, io stessa che mi levai questa mattina? Mi pare di rammentarmi ch’io mi trovai un poco diversa. Ma se non sono la stessa dovrò rivolgermi questa domanda: Chi mai dunque son io? Ah! quì stà l’imbroglio!” E ripensò a tutte le ragazze che conosceva, e che erano dell’età sua, per vedere se per caso fosse stata trasformata in una di quelle.

“Certo io non sono Ada,” disse, “perchè i suoi capelli sono inanellati, e i miei non lo sono punto; certo non sono Isabella, poichè io so tante belle cose, e quella poverina sa tanto poco! Eppoi