Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/101

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Ferioli, ing. Savoja, dott. O. Moreschi, V. Longhini studente, e Pio Gambassi operaio.

In breve si contarono 73 soci obbligatisi per 3 anni a sborsare annue lire 2 50 e non mancarono firme anco per lire 5, 10 e 20, sicché in questo semestre di vita le somme raccolte arrivarono a lire 220 e 166 furono subito erogate in libri. Il 1° novembre 1868 era approvato lo statuto in generale adunanza, e nominata la presidenza e la direzione a capo della quale fu eletto il degnissimo dott. Lodov. Moreschi insieme agli altri promotori, circolavano 139 vol. comprati e 364 ricevuti in dono e con molta sorpresa, per un comune che conta appena 2500 abitanti, si ebbero a notare in così poco di tempo 90 lettori i quali mostrano di voler veramente usufruire della istituzione, a cui torna condegna sorella la scuola serale che già s’impartisce fin dal 7 dicembre 1868 a circa 80 adulti. Queste scuole serali sono abilmente dirette dai maestri comunali Nereo Ferioli, e Filippo Gambassi.

Ecco come germogliano i primi semi del bene nella provincia di Mantova, il di cui Consiglio provinciale volle sul bilancio 1869 stanziare una cospicua somma per incoraggiare queste Biblioteche popolari. Alla direzione della Società per la Biblioteca di Quingentole sono per lo statuto eligibili anco le donne, e infatti la signora Bianca Pedroni Moreschi ha cominciato il suo ufficio di consigliera col 1° novembre 1868.

Rovigo.

Liberata appena questa provincia, fu mandato a governarla come R. commissario il comm. Allievi che vi portò radicali ed utili cambiamenti

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