Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/110

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9 mesi dopo, cioè nell’autunno 1868, alcuni già promotori della Società operaia seguendo l’impulso dato, dall’egregio prof. Vittorio Bacci, che fu l’iniziatore dell’impresa, si associarono a lui per veder sorgere l’utile Biblioteca, in mezzo ad una popolazione di ben 11 mila abitanti.

L’idea trovò subito 130 aderenti paganti 25 centesimi al mese, 700 volumi si raccolsero in dono; il municipio venne in sussidio d’un locale convenientemente mobiliato con opportuno scaffale: lo statuto fu approvato in numerosa adunanza nella quale erano nominati alle cariche i più operosi e benemeriti promotori: acclamato presidente onorario il prof. Bacci, ebbe l’onore della presidenza effettiva il delegato scolastico dott. G. Fabbrini, avendo a consiglieri i signori Pasquale Parenti, Ferdinando Giunti, E. Pagani e per segretario era designato il giovine segretario del comune signor Faustino Chiti.

La solenne inaugurazione avveniva la 4a domenica, di ottobre (1863) coll’intervento dell’autorità locale e colla banda musicale filarmonica: 3 bei discorsi furono letti, dal prof. Bacci, dal dott. Fabbrini, dal segretario Chiti. Il professor Bacci trattò con un fare bellamente popolare, del popolo in ordine alla libertà e lo pubblicò pei tipi del Benvenuti a Mantova, dedicandolo al distinto giovine prof. F. Del Seppia.

Spezia (Genova).

Un’altra Biblioteca, i cui statuti furono modellati su quei della popolare pratese, è quella che in Spezia si deve all’iniziativa di giovani studenti, primo de’ quali il sig. E. Boncinelli coadiuvato dai sigg. Eumene Svanascini, Alessandro Destri, Erminio Pontremoli. La Biblioteca