Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/114

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zione dell'una e dell’altra; la Società agricolo-operaia possiede in sì poco tempo un fondo di lire 3 mila, e la Biblioteca ricca di 712 volumi offerti dai cittadini e dal municipio fa circolare mensilmente 200 letture, onde si può dire che non solo si regge ma vive rigogliosa di buoni frutti. Nel comune poi non mancano asili e scuole diurne e serali sicché a Sabbioneta l’istituzione della Biblioteca è di fatto al vertice di una piramide a cui è base la scuola.

Salò (Brescia).

In seno della Società circondariale degli amici dell'istruzione popolare istituita l’anno 1867 per le cure dell’onorevole ispettore prof. G. Bagatta si fondò pure una Biblioteca circolante ad uso dei socii medesimi: essa pubblicò il suo regolamento e il catalogo ricco di 600 ben scelti volumi.

Savignano (Forlì).

Per iniziativa della Società operaia e della Sopraintendenza degli studi del paese, si stabiliva fin dall’ottobre 1868 l’apertura di una Biblioteca popolare circolante che fu inaugurata di fatto il 6 marzo 1869. Essa assunse il nome di Girolamo Amati illustre filologo; savignanese defunto, e ne redassero lo statuto e il regolamento interno le Direzioni della Società operaia e della Sopraintendenza suddetta.

Primo nucleo furono 88 volumi che la Società operaia ricevè in dono dal benemerito Comizio agrario di Voghera: in seguito essa stessa e la Sopraintendenza degli studi regalarono altre 67 opere e 32 il chiarissimo prof. cav. Giovanni Ghinassi di Faenza, sicché con poche altre di