Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/65

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 61 —


del regolamento in conformità del programma, e dopo alcune successive adunanze fu portato a fine questo lavoro, sicché nella tornata del 23 luglio poterono eleggersi gli ufficiali della Società. Correndo l’anno sociale dal 1° agosto fu intrapresa la riscossione delle tasse mensili, e di queste chi amò corrisponderle mensilmente, chi anticipare più mesi, a seconda delle varie condizioni economiche dei soscrittori che il promotore si studiò di raccogliere tali da rappresentare possibilmente tutte le classi, ravvisando ben giusto che quando s’inizia un’opera amorevole di beneficenza educativa, tutte le forze d'ogni ordine siano chiamate a raccolta, poiché nel fare un bene effettivo e generale che non s’informa a determinate opinioni, non vi è, né vi può o deve essere quello spirito partigiano che divide e sconforta.

Raccolti così i primi mezzi onde acquistar libri alla Società, il Consiglio dirigente diè opera a nominare sei collettori per aumentare il numero dei soci, per trovare doni alla Società, ed acquistare alcune opere popolari istruttive e dilettevoli e domandare al municipio un locale per la Biblioteca non che un sussidio. In breve i soci ascesero ad 80, ed oggi sono 107.

Le classi cui appartengono sono: professionati, 21; pubblici impiegati, 12; autorità primarie, 9; militari, 7; possidenti terrieri, 7; studenti, 6; manifattori, 3; bottegai, 3; artisti, 2; donne, 10.

Anco i doni di libri vennero in assai numero: la Biblioteca al suo aprirsi ne contava più di 400 e si contavano fra gli offerenti i signori Avv. O. Galli; avv. E. Giorgi; not. G. B. Bevilacqua; prof. Augusto Bandettini; dott. Giocon-