Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/95

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i 250 volumi che per ora costituiscono il primo nucleo. Per ora la lettura è gratuita, ma il regolaento che egli sta elaborando prescriverà una tenuissima tassa ai lettori per l’incremento e manutenzione dei libri, e quest’ultima è ben costosa; infatti il fondo di cassa che attualmente è di lire 150 dovrà in gran parte andar speso in legature: egli vuol pure renderla ambulante a pro dei comuni limitrofi e così estendere il beneficio a un 12 mila abitanti.

Onore al bravo e solerte ispettore e alle benemerite e gentili signore di cui vogliamo qui registrare i nomi: Catarina Coletti, M. Anna Tornasi, Elisabetta Masi, Veronica Palatini, Arpalice Raffaeli, Maria Coletti, Regina Tabachi, Maria Granelli, Rosa Olivo, Teresa Perucchi, Luigia Vallenzasca, Carolina Marignani, Giovanna Vecellio, Enrichetta Zamberlan.

Altre di queste istituzioni sono iniziate a Pietrasanta (Lucca), a Pozzuoli (Napoli), a Palo di Bari, a Pisa, a Polesine, a Piacenza, ed altre tre in provincia di Pesaro, nei comuni di Candelora, Mondolfo, S. Costanzo, ove i rispettivi Consigli municipali stanziarono il fondo richiesto a tal uopo dal Consiglio scolastico.

Pesaro.

Anco in questa provincia il movimento in favore delle Biblioteche popolari è incominciato. Se ne deve dar merito all’egregio prefetto ed al solerte Consiglio scolastico il quale nell’adunanza de’ 16 marzo deliberò di formare un elenco dei libri utili per rimpianto di queste istituzioni, di eccitare i municipi, e specialmente i capoluoghi di mandamento istituendo, premii. Riproduciamo la circolare del signor com-