Pagina:Le confessioni di un ottuagenario II.djvu/272

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264 le confessioni d’un ottuagenario.

selvatiche; con baroni duri e ringhiosi peggio che Robespierrini se repubblicani, e armati della più maledetta ipocrisia se partitanti di Ruffo; con curati incolti e credenzoni che mi ricordavano, con qualche aggiunta peggiorativa, il cappellano di Fratta, con nemici astuti e per nulla schifiltosi sulla scelta dei mezzi da nuocere. Tuttavia l’autorità del Carafa nel cui nome si comandava, l’esempio di Trani saccheggiata ed incesa per la sua pervicacia nella ribellione, imponevano qualche riguardo alla gente, e il governo della Repubblica era tacitamente tollerato sopra tutta la costiera dell’Adriatico. Nei paesi meno barbari, e dove qualche coltura era disseminata nel ceto mezzano, si aveva paura delle bande del Cardinale, e più che le intemperanze dei Francesi, gli eccidii di Gravina e d’Altamura comandati da Ruffo tenevano gli animi in sospetto. A quei giorni mi potei convincere di quello strano fenomeno morale, che nel Regno di Napoli concentra una massima civiltà e una squisita educazione in pochissimi uomini per lo più di nobili o egregi casati; e lascia poltrire le plebi nell’abbjezione dell’ignoranza e delle superstizioni. Difetto di governo assoluto, geloso, e quasi dispotico all’orientale, che tenendo lontane da sè le menti meglio illuminate le avventa senza freno alle più strane teorie, e per riparo poi deve appoggiarsi allo zelo fanatico e accarezzato d’un volgo vizioso. Canonici liberali come Monsignore di Sant’Andrea, e patrizii filosofi come il Frumier, se ne contavano a centinaja nelle cittadelle delle Puglie, e di costoro s’afforzava massimamente il partito repubblicano. Ma allora era tempo di menar le mani, e i briganti la spuntavano sui dotti.

Capita un giorno la notizia che le flotte alleate di Russia e Turchia sono in vista della Puglia. Non avevamo precise istruzioni intorno a questo caso, ma il Carafa ci aveva prevenuti di non sgomentarci, perchè di poche forze poteva operarsi lo sbarco. Infatti, anzichè intimorirci, noi ac-