Pagina:Le dicerie sacre.djvu/42

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Diceria I. 33

millo per forza di lambicchi fabrica un fanciullo anhelante. Se tu, distingui la favella, & articoli le parole agli huomini, Alberto Magno con diverfi ordigni forma una testa di bronzo che parla. Se tu col tuo spirito sei portato sublime per l’acque, Tifi ardisce di rompere con un fragil legno i flutti del mare. Se tu camini fopra le penne de’ venti, Dedalo s’intesse piume di cera, & varca à volo la region delle nubbi. Se tu con l’efficacia della tua parola edifichi i cerchi de’ Cieli, Archimede con l’industria della sua mano machina una sfera, che con regolati giri si muove. Se tu dai virtù d’incendere al fuoco, lo stesso Archimede, e Proclo formano artificiosamente specchi tali, ch’opposti al Sole vibrano di lontano le fiamme. Se tu empi l’aria d’uccelli, Archita finge di legno una Colomba che spinta da contrapesi dispiega l’ali. Se tu a gl’istessi uccelli sciogli il canto, Leone Imperadore de’ Greci possiede uccelletti d’oro, che cantano. Se tu a’ Serpenti doni il fischio, Boetio ottiene Serpi di rame sibilanti. Se tu fulmini, e tuoni, Bertoldo Tedesco mette in uso lo scoppio della bombarda. Se tu fai oscurare, e piovere il Cielo, Ruggiero Bachon per virtù di pura Magia naturale produce in aria nuvoli, e pioggie. Per conchiudere. Se tu crei di nulla, l’huomo dipigne, poiche di poco men che nulla, la Pittura dà l’essere alle sue forme. Non hà però dubbio alcuno, che se in tutto il composto dell’huomo, è stampato il marchio di Dio, l’anima è quella che precisamente lo rappresenta. E si come il Sole (secondo che dicemmo) fra’ gli oggetti visibili, cosi l’anima frà i suggetti, invisibili in gran parte lo rassomiglia; la