Pagina:Le dieci mascherate delle bufole mandate in Firenze il giorno di Carnovale l'anno 1565. Con la descrizzione di tutta la pompa delle maschere, e loro invenzioni, 1566.djvu/31

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Delle bvfolb $7 E FINITO, CHE F V la fefta in sullaPiazza, detta Mnfchcrata con feguito dcH’altrcj andò perla città, facédo cantar’da i Mulìci l’infra fermo sonetto.»-) Inorativi del che più non prono e fìnto ÌS^Nel fondo del mio cor l’acuto chiodo, Ne più di gelofia mi lìrugho, e rodo; Nepafìo’ì mio fferar d’ombrato di "vento. Non regna in me più duofnepiu tormento Ne più mi Aringo l’amorofì nodo, fiora di libertà gioìfco,&godo, E del pafjàto error mi doglio,e pento, vémor rimanti infìmpìterno oblio: E "voi ciechi pcn[iert,& falfì foglie. Per cui trifto diuenne il ’Vttter mio Statemi lungc, il cor più non ut accoglie. Ragione ha "vinto,e morto ih’andefìo. vittoria degna; auenturofì spoglie.