Pagina:Le ferrovie economiche d'Europa.djvu/168

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Uttersberg L. 8,838 cioè */, 6117 (col. 5, quadro IV) più interessi del capitale corretto quadro II. Hamar» 8,347 idem. Trondhjem • 12,226 idem. Festiniog • 11,230 idem.

Si vede quindi quali e quante ipotesi favorevoli bisogna prendere per base, per trovare una linea che dia un buon risultato commerciale, con un introito minore di 10,000 lire al chilometro, e quest’ultimo elenco c’insegna pure che, nel caso del traffico minimo presunto qui sopra, le linee più favorevoli sono quelle a scartamento ridotto, cui vengono dietro soltanto le Scozzesi per l’ammirevole economia del loro esercizio, quantunque abbiano lo scartamento ordinario. Si vede però che dopo un certo limite uno scartamento troppo ridotto nuoce alla economia, come lo mostrano la linea di Festiniog, che risulta sempre l’ultima del quadro, e quelle di Norvegia che sono le penultime: ma la cattiva posizione di queste ultime è anche frutto delle molte loro costruzioni in legname, le quali, se sono senza dubbio vantaggiose in quel paese pel basso prezzo della materia prima, non figurano più con economia in questi quadri di paragone, ove il valor del legname venne supposto quale è in Italia e si addebitò ad esse linee anche la spesa annua di ammortamento di tali opere.

Se dunque occorre un prodotto di almeno 8,100 lire circa al chilom.° per assicurare la vita indipendente di qualsiasi ferrovia economica, non si ha nemmeno la consolazione della possibilità d’incassare un simile introito con soli 2 treni al giorno e del peso limitato di 65 tonnellate lorde ognuno. Per un tale introito difatti, abbisognano circa lire 5,60, per treno e per chilometro; tonnellate 30 di merce; 35 passeggieri ed un 1000 chilogrammi di bagagli bastano appena per dare tale prodotto; ma con veicoli sempre pieni, questo traffico richiederebbe 4 vagoni, 1 bagagliajo, e 2 vetture ed allora il treno peserebbe in totale appunto 65 tonnellate circa, esclusa la locomotiva. Ora è egli possibile avere i vagoni sempre pieni e le vetture con 17, 5 individui in media? l’esperienza c’insegna di no, ed alcuni dati del quadro VIII lo confermano.