Pagina:Le mille e una notti, 1852, I-II.djvu/67

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Mosè (1).» Il pescatore, finita la preghiera, gettò le reti per la quarta volta; e quando pensò potesse esservi pesce, le tirò come le altre volte a riva con infinito stento. Pure non ne contenevano uno solo; ma vi trovò invece un vaso di rame giallo, il quale, giudicandone dal peso, gli parve pieno di qualche cosa. Ei notò eziandio ch’era chiuso e suggellato di piombo, e portava l’impronta d’un suggello. Tal vista rallegrollo alquanto. — Io lo venderò al fonditore,» disse tra sè, «e col denaro che potrò ritrarne, voglio comprare una misura di biada.

«Allora si mise ad esaminare il vaso d’ogni lato, lo agitò per vedere se il contenuto facesse rumore, ma non udendo nulla, tal circostanza, insieme all’impronta del suggello sul coperchio di piombo, lo indusse a pensare, che racchiudesse alcun che di prezioso. Per venirne in chiaro, prese il coltello, con fatica l’aperse, e ne volse tosto l’apertura contro terra, aspettando di vederne uscire qualche cosa; ma con somma sua meraviglia nulla ne venne fuori. Allora postoselo davanti, si mise a considerarlo attentamente, e scorse uscirne un denso fumo che lo costrinse a retrocedere di due o tre passi. Quel fumo alzossi fino alle nubi, e stendendosi sul mare e sulla riva, formò un fitto nebbione, il quale spettacolo cagionò, come ognun potrà immaginarsi, non poco spavento al pescatore. Allorchè il fumo fu tutto fuor del vaso, si raccolse, diventò un corpo solido, e se ne formò un genio due volte più alto del più grande dei giganti. All’aspetto di sì smisurato mostro, il pescatore volle darsi alla fuga; ma il terrore lo tenne inchiodato al suo posto.


  1. I Musulmani riconoscono quattro grandi profeti o legislatori: Mosè, David, Gesù Cristo e Maometto.