Pagina:Le mille e una notti, 1852, I-II.djvu/749

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

335

uccelli e le circostanze di quell’avventura, che avevagli fatto ritrovare il talismano della sua sposa, onde il vecchio, per amore di lui, non fu meno sorpreso che lieto.

«Fosse a cagione della vecchiaia inoltrata, o che si fosse dato troppo moto in quel giorno, il giardiniere passò una cattiva notte; ed aggravandosi il suo malore nel giorno appresso, si trovò ancor più male alla mattina del terzo dì. Appena sorta l’alba, il capitano del vascello in persona e parecchi marinai vennero a bussare alla porta del giardino, domandando a Camaralzaman, il quale loro aporse, dove fosse il passeggero che doveva imbarcarsi sul vascello. — Son io appunto,» rispose il giovane. «Il giardiniere che vi ha chiesto il passaggio per me, è ammalato e non può parlarvi; ma pure potete entrare, ed esportate, ve ne prego, questi vasi d’oliva che vedete, colle mie robe, ch’io vi seguirò quando mi sia accommiatato da lui. —

«I marinai caricaronsi de’ vasi e delle robe, e lasciando Camaralzaman: — Non mancate di venir subito,» gli disse il capitano; «il vento è favorevole, e voi solo aspetto per mettere alla vela. —

«Partiti il capitano ed i marinai, Camaralzaman tornò dal giardiniere per congedarsi da lui, e ringraziarlo di tutti i buoni offizi ricevuti; ma lo trovò agonizzante, ed appenar ebbe ottenuto che facesse la sua professione di fede (1), secondo il costume de’ buoni musulmani a punto di morte, lo vide spirare.

«Nella necessità, in cui trovavasi il principe, Camaralzaman d’andar ad imbarcarsi, fece tutte le di-

  1. Questa professione di fede consiste nel pronunciare alcune parole arabe significanti: Non v’ha altro Dio che Dio, e Maometto è il suo profeta.