Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/158

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pel destino del giovane. — Sarebbe peccato,» pensò, «che un principe sì degno di vivere, dovesse perire di fame e di sete. La principessa, sì buona e dolce, si pentirà forse anch’ella d’un ordine tanto crudele, quando le sarà passata la collera; è meglio che lo porti in un luogo ove possa morire di morte naturale.» Lo portò in fatti in un’isola fertilissima, e lo lasciò in un’amena campagna, sparsa d’ogni sorta d’alberi fruttiferi, ed irrigata da parecchi ruscelli.

«Ma torniamo al re Saleh. Dopo ch’ebbe cercato in persona la principessa Giauara, e che l’ebbe fatta cercare per ogni dove senza trovarla, fece rinchiudere il re di Samandal nel suo proprio palazzo sotto buona guardia; e dati gli ordini necessari pel governo del regno durante la di lui assenza, andò a render conto dell’azione commessa alla regina sua madre. Domandò, arrivando, ove fosse il re suo nipote, ed udì con grande sorpresa e dispiacere ch’era scomparso. — Sono venuti a dirci,» gli rispose la regina, «il grave pericolo in cui vi trovavate nel palazzo del re di Samandal; e mentr’io dava gli ordini per mandarvi altri soccorsi o per vendicarvi, egli disparve. Bisogna che siasi spaventato all’udire ch’eravate in pericolo, ed abbia creduto di non trovarsi in sicuro presso di noi. —

«Quella nuova afflisse sommamente il re Saleh, il quale si pentì allora della troppa facilità avuta nell’accondiscendere al desiderio del re Beder, senza parlarne prima alla sorella Gulnara. Mandò corrieri da tutte le parti; ma per quante diligenze facesse praticare, non gliene fu riportata veruna notizia, ed in vece della gioia ch’erasi già formata d’aver tanto avanzato un matrimonio, cui risguardava come sua opera, il dolore che provò per tal incidente, cui non si attendeva, fu assai più mortificante. Aspettando