Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/167

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glierlo dal suo disegno, e fargli comprendere che ivi c’era pericolo per lui.

«Entrato infine Beder in città, gli si presentarono alla vista parecchie belle ed ampie vie, ma non incontrandovi anima vivente con grandissimo suo stupore, quella vasta solitudine gli fe’ considerare non essere senza motivo se tanti animali avevano fatto il possibile per costringerlo ad allontanarsene piuttosto che entrarvi. Nondimeno, inoltratosi, osservò parecchie botteghe aperte, che gli fecero conoscere non essere poi la città così spopolata com’egli si era alle prime immaginato, ed accostatosi ad una di queste, ove stavano esposti in vendita, in bell’ordine, frutti di molte sorta, salutò un vecchio che vi si trovava seduto.

La sultana, svegliatasi più presto del consueto, aveva fatto un racconto più lungo delle altre volte, ascoltato da Schahriar col medesimo piacere; laonde ottenne facilmente la notte successiva il permesso di continuare la novella.


NOTTE CCLIX


— Sire, il vecchio, occupato in qualche cosa, alzò la testa, e vedendo un giovane d’imponente aspetto, gli chiese in aria che denotava molta sorpresa, d’onde venisse, e qual occasione l’avesse colà condotto. Soddisfece Beder in brevi parole alle sue brame, ed il vecchio tornò a domandargli, se non avesse incontrato alcuno nel suo cammino. — Voi siete il primo ch’io abbia veduto,» rispose il re, «e non so comprendere come mai una città sì bella e di tanta apparenza, sia deserta. — Entrate, non