Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/238

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«Siccome gli ordini del califfo ingiungevano che i parenti di Ganem fossero esposti in pubblico nella condizione che abbiam detto per tre giorni consecutivi, Forza de’ Cuori e sua madre servirono alla domane di spettacolo, per la seconda volta, dalla mattina alla sera; ma quel giorno e nel seguente le cose non avvennero nella medesima guisa; le vie, che prima erano piene di gente, diventarono totalmente deserte; i mercatanti, sdegnati del trattamento che si faceva alla vedova ed alla figliuola di Abu Aibu, serrarono le botteghe e si tennero chiusi in casa: le donne, invece di guardare dalle gelosie, ritiraronsi nelle parti più remote delle dimore; in conclusione, non si trovò un’anima nelle pubbliche piazze per le quali le sventurate dovevano passare, e pareva che gli abitanti di Damasco l’avessero abbandonata.

«Il quarto giorno, il re Mohammed Zinebi, il quale voleva eseguire fedelmente gli ordini del califfo, sebbene non li approvasse, mandò banditori per tutti i quartieri della città a pubblicare un rigoroso divieto ad ogni cittadino di Damasco o straniero, di qualunque condizione fosse, sotto pena della vita e d’essere, dopo la morte, abbandonato in pascolo ai cani, di dar ricovero alla madre ed alla sorella di Ganem, o somministrar loro un tozzo di pane, nè una sola goccia d’acqua; in breve, di prestar loro la minima assistenza, e d’avere con esse veruna comunicazione.

«Quando i banditori ebbero eseguite le ingiunzioni del re, comandò questo principe che si scacciassero fuor dal palazzo madre e figliuola, lasciando loro la libertà d’andare dove meglio volessero. Appena furono viste comparire, tutti se ne allontanarono, tanta impressione aveva fatta sugli animi la proibizione pubblicata. Si avvidero le miserelle di venire scansate; ma ignorandone il motivo, ne rimasero estremamente sorprese, ed il loro stupore aumentò vie-