Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/260

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da compiangere se dev’essere coraggioso: conviene che i principi provino le disgrazie: l’avversità ne purifica la virtù, e così sanno meglio regnare. —

«Ricompensati gli astrologhi, li congedò. Fece educare Zeyn con tutta la possibile cura, e gli diede maestri, appena lo vide in età di approfittare delle loro lezioni; finalmente proponevasi di farne un principe compito, quando d’improvviso il buon re cadde infermo, e di tal male che i suoi medici non seppero guarire. Vedendosi al punto di morte, chiamò il figlio, e gli raccomandò, fra le altre cose, di procurar di farsi amare piuttosto che temere dal suo popolo, di non prestar orecchio agli adulatori, e d’essere lento a premiare quanto a punire, accadendo spesso che i re, sedotti dalle false apparenze, colmino di benefizi i cattivi, opprimendo l’innocenza.

«Appena spirato il re, il principe Zeyn prese il lutto, e portatolo sette giorni, nell’ottavo salì al soglio, trasse dal tesoro reale il sigillo di suo padre per mettervi il proprio (1), e cominciò a gustar la dolcezza del regnare. Il piacere di vedersi piegar dinanzi tutti i cortigiani, e farsi unico studio di comprovargli l’obbedienza e lo zelo loro; in una parola, il potere sovrano ebbe per lui troppo attrattive. Non badò se non a quello che i suoi sudditi gli dovevano, senza pensare a ciò ch’ei doveva loro: si diede poco pensiero di ben governarli: s’immerse in ogni sorta di disordini con giovani voluttuosi: li rivestì delle prime cariche dello stato; non ebbe più regola, ed essendo per natura prodigo, non mise alcun freno alle sue liberalità, ed insensibilmente le donne ed i favoriti esaurirono i suoi tesori.

«La regina sua madre vivea ancora. Principessa

  1. Il sigillo reale porta sempre le iniziali del nome del principe regnante.