Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/268

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aspettar un momento, ed andato a riferire la cosa al padrone, questi gl’impose di far entrare il forestiero; tornò l’altro alla porta, e disse al principe ch’era il benvenuto.

«Allora Zeyn entrò, ed attraversato un ampio cortile, fu introdotto in una magnifica sala dove Mobarec, che attendevalo, lo ricevè cortesemente, e ringraziollo dell’onore che gli faceva di voler alloggiare presso di lui. Il principe, risposto in prima a quel complimento, disse a Mobarec: — Io sono figlio del defunto re di Balsora, e mi chiamo Zeyn Alasnam. — Quel re,» soggiunse Mobarec, «è stato altre volte mio padrone; ma io, o signore, non gli conobbi alcun figlio. Che età avete? — Vent’anni,» rispose il principe. «Da quanto tempo lasciaste la corte di mio padre? — Sono quasi ventidue anni,» disse Mobarec. «Ma come mi persuaderete di essere suo figliuolo? — Mio padre,» ripigliò Zeyn, «aveva sotto il suo gabinetto un sotterraneo nel quale trovai quaranta anfore di porfido tutte piene d’oro. — E che cosa c’è d’altro?» ripigliò Mobarec. — Vi sono,» rispose il principe, «nove piedestalli d’oro massiccio, otto de’ quali sostengono otto statue di diamante, ed il nono, invece, un pezzo di raso bianco, su cui mio padre ha scritto ciò che debbo fare per acquistarmi la nona statua più preziosa di tutte le altre insieme. Voi sapete il luogo ove si trova questa statua, essendo notato sul raso che voi mi ci condurrete. —

«Non ebbe appena finite queste parole, che Mobarec si gettò a’ suoi ginocchi, e baciandogli a più riprese la mano: — Rendo grazie a Dio,» sclamò, «di avervi fatto qui venire. Vi riconosco per figliuolo del re di Balsora. Se volete recarvi al luogo dove trovasi la statua maravigliosa, io vi sarò di guida. Ma bisogna prima che riposiate qui per alcuni giorni.