Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/323

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d’avermi ispirato di conservarla, sotto la condizione e col giuramento di non porvi mano per dissiparla così follemente. L’osserverò questo giuramento, e so il buon uso che devo fare del resto delle mie sostanze, cui per fortuna ancor posseggo. Ma prima voglio esperimentare fino a qual punto i miei amici, se meritano d’essere con tal nome chiamati, vorranno spingere l’ingratitudine. Voglio andarli a trovare tutti ad uno ad uno, e quando avrò loro di mostrati gli sforzi da me fatti per compiacerli, li solleciterò a raccogliere fra essi una somma che serva in qualche modo a sollevarmi dallo stato infelice, nel quale sono caduto onde procurar loro graditi momenti. Ma non voglio fare, come vi dissi, questi passi se non per vedere se troverò in essi qualche sentimento di riconoscenza.

«— Figlio mio,» riprese la madre di Abu Hassan, «non pretendo dissuadervi dall’eseguire il vostro proposito; ma posso dirvi anticipatamente che mal fondate sono le vostre speranze. Credete a me: checchè possiate fare, è inutile che tentiate questa prova: non troverete soccorso se non in ciò che vi siete riservato da per voi medesimo. Ben veggo che non conoscete peranco codesti amici, che chiamansi volgarmente con tal nome fra la gente della vostra specie; ma ora siete per conoscerli. Iddio permetta che ciò sia nel modo che desidero, cioè pel vostro bene! — Madre mia,» rispose Abu Hassan, «sono persuasissimo della verità di ciò che mi dite; ma sarò più certo di un fatto che tanto da vicino mi riguarda, quando mi sia da me stesso illuminato della loro viltà ed insensibilità. —

«Partì Abu Hassan nel medesimo istante, e prese tanto bene le sue misure, che trovò tutti gli amici in casa. Espose loro il gran bisogno nel quale si trovava, e li pregò di aprirgli la borsa onde soc-