Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/343

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L’alba, comparsa in quel punto, interruppe il racconto della sultana, con gran dispiacere di Schahriar, il quale dilettavasi oltremodo udendo la storia del Dormiente svegliato.


NOTTE CCXCII

CONTINUAZIONE


DELLA STORIA DEL DORMIENTE SVEGLIATO.


— Sire,» disse Scheherazade al sultano delle Indie, «Abu Hassan sedè in mezzo alle acclamazioni degli uscieri, che gli auguravano ogni sorta di prosperità, e volgendosi a destra ed a manca, vide gli officiali delle guardie distribuiti in buon ordine ed in bel contegno.

«Intanto il califfo, uscito dal gabinetto, dov’erasi nascosto al momento che Abu Hassan entrava nella camera del consiglio, passò in un altro gabinetto che guardava in questa, d’onde potea vedere ed udire quanto accadeva nell’adunanza allorchè vi presiedea in sua vece il gran visir, e che qualche incomodo gli impediva d’assistervi in persona. Quello che subito gli piacque, fu di vedere che il giovane lo rappresentava sul trono quasi coll’egual gravità di sè medesimo.

«Quando Abu Hassan fu seduto, il gran visir Giafar, arrivato allora, gli si prosternò davanti appiè del trono, indi rialzatosi e voltosi alla sua persona: — Commendatore de’ credenti,» disse, «Dio ricolmi vostra maestà de’ suoi favori in questa vita, la riceva in paradiso nell’altra, e precipiti i suoi nemici nelle fiamme dell’inferno! —