Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/35

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presso di lui, dopo essersi prostrato col viso a terra, gli chiese cosa desiderasse dal re suo padrone.

«— Io mi chiamo Gaiur,» rispose il monarca, «e sono re della China. Il desiderio di saper nuove d’una figlia chiamata Badura, che ho da molti anni maritata al principe Camaralzaman, figlio di Schahman, re delle isole dei Figliuoli di Khaledan, mi obbligò ad uscire da’ miei stati. Aveva permesso a codesto principe d’andar a trovare suo padre, col patto di venirmi a rivedere d’anno in anno con mia figliuola. Pure è molto tempo che non ne ho più inteso parlare. Il vostro re farebbe cosa gratissima ad un padre afflitto di riferirgli ciò che ne potesse sapere. —

«Il principe Amgiad, il quale, a quel discorso, riconobbe il re suo avolo, gli baciò con tenerezza la mano, e rispose: — Sire, vostra maestà vorrà perdonarmi questa licenza, quando saprà che me la prendo per farle i miei rispetti come a mio avo. Io sono figlio di Camaralzaman, oggi re d’Ebano, e della regina Badura, di cui ella va in cerca; non dubito che non godano nel loro regno d’ottima salute. —

«Il re della China, giubilante al vedere suo nipote, lo abbracciò tosto teneramente, e quell’incontro sì felice ed inaspettato trasse lagrime d’ambe le parti. Avendo il re chiesto quindi ad Amgiad il motivo che lo aveva condotto in quel paese straniero, il principe gli raccontò tutta la sua storia e quella del fratello Assad; e finito ch’ebbe: — Figliuol mio, » si fece a dire il re della China, «non è giusto che principi innocenti come voi siano maltrattati più a lungo. Consolatevi, io ricondurrò voi e vostro fratello dal padre, e vi farò far pace. Tornate indietro, e partecipate al germano vostro il mio arrivo. —

«Intanto che il re della China accampavasi nel sito dove Amgiad l’aveva trovato, questo principe

Mille ed una Notti. III. 2