Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/400

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lissime grazie, con somma interna soddisfazione di essere riuscita nel proprio intento. — Va,» le disse Zobeide, «serviti della pezza di broccato per drappo mortuario sulla bara di tuo marito, e spendi il denaro a fargli esequie onorevoli e degne di lui. Modera quindi i trasporti del tuo cordoglio; avrò cura di te. —

«Non appena Nuzhatul-Auadat fu fuor della presenza di Zobeide, che asciugate con giubilo le lagrime, tornò frettolosa a render conto ad Abu Hassan dell’esito della rappresentazione.

«Nel rientrare, la donna diede in una grande risata trovando il marito nel medesimo stato in cui avevaio lasciato, cioè avvolto nel lenzuolo in mezzo alla stanza. — Alzatevi,» gli disse sempre ridendo, «e venite a vedere il frutto della giunteria da me fatta a Zobeide. Oggi non morremo ancora di fame. —

«Abu Hassan si alzò ratto, e rallegrossi assai colla moglie, vedendo la borsa e la pezza di broccato.

«Nuzhatul-Auadat era tanto lieta d’essere sì ben riuscita nella soperchieria fatta alla principessa, che non sapeva contenere la propria gioia. — Non basta,» disse, ridendo, al marito; «ora voglio fare a mia volta da morta, e vedere se sarete abbastanza destro da cavare al califfo quant’io ottenni da Zobeide.

«— Ecco appunto il genio delle donne,» riprese Abu Hassan; «ben si ha ragione di dire ch’esse hanno sempre la vanità di credere di valer di più degli uomini, quantunque il più delle volte non facciano nulla di bene se non per loro consiglio. Sarebbe bella ch’io non facessi quanto voi almeno presso il califfo, io che sono l’inventore dello strattagemma! Ma non perdiamo tempo in ciance inutili; fate la morta come me, e vedrete se non otterrò il medesimo esito. —

«Abu Hassan involse nel lenzuolo funebre la con-