Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/44

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

26

ciò violenza alcuna per astenersi dall’amarla, ma si lasciò trascinare dalle sue attrattive, onde fu alla prima colpito; ed il colloquio ch’ebbe con lei, gli fece prendere la risoluzione di usare ogni sorta di mezzi per rapirla al re.

«Da parte sua, la Bella Persiana trovò Noreddin amabilissimo. — Il gran visir,» diceva fra sè, «mi fa davvero un grand’onore avendomi acquistata pel re di Balsora: ma mi stimerei invece felicissima, se si accontentasse di darmi soltanto a suo figliuolo. —

«Noreddin fu molto assiduo ad approfittare della libertà che aveva di vedere una bellezza, di cui era tanto invaghito, d’intertenersi, ridere e scherzare con lei, e mai non la lasciava finchè sua madre non ve lo costringesse. — Figliuolo,» gli diceva, «non istà bene che un giovane come voi rimanga sempre nell’appartamento delle donne. Andate, ritiratevi, e v’occupate a rendervi degno di succedere un giorno alla dignità del padre vostro. —

«Essendo scorso molto tempo dacchè la Bella Persiana non era stata al bagno, colpa il lungo viaggio fatto, cinque o sei giorni dopo che fu comprata, la moglie del visir Khacan ebbe cura di far riscaldare espressamente per lei quello, che il visir aveva in casa propria; e ve la mandò con parecchie sue schiave, raccomandando a queste di prestarle i medesimi servigi come a se medesima, e farle indossare, all’uscire dal bagno, un magnifico abito che già le aveva preparato, e del quale erasi presa tanta maggior sollecitudine, in quanto che voleva farsene un merito presso il marito, dimostrandogli quanto s’interessasse in tutto ciò che potesse piacergli.

«All’uscire dal bagno, la Bella Persiana, mille volte più vezzosa che parsa non fosse a Khacan quando l’ebbe comprata, venne a mostrarsi alla moglie del visir, che durò fatica a riconoscerla. La Bella