Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/45

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

27

Persiana le baciò con grazia la mano, e le disse: — Signora, non so come mi troviate coll’abito che vi prendeste il disturbo di regalarmi. Le vostre donne, le quali assicurano che mi va così bene da non conoscermi più, sono probabilmente tante adulatrici: me ne rimetto dunque a voi. Se tuttavia dicessero la verità, sarebbe a voi, o signora, ch’io avrei tutta l’obbligazione del vantaggio che mi reca.

«— Figliuola,» rispose la moglie del visir con gioia, «non dovete prendere per adulazione quello che le mie donne vi dissero: me ne intendo più di loro, e senza parlar dell’abito, che vi sta a maraviglia, voi riportate dal bagno una leggiadria tanto superiore a ciò ch’eravate prima, da non riconoscervi neppur io medesima: se credessi che il bagno fosse ancor buono, andrei anch’io a prenderne la mia parte, essendo ormai in età che richiede di farne spesso uso. — Signora,» rispose la Bella Persiana, «non so come corrispondere alle gentilezze che mi usate senza averle meritate. Quanto al bagno, esso è ammirabile, e se avete idea di andarvi, non c’è tempo da perdere. Le vostre donne possono dirvi la medesima cosa. —

«Considerando la moglie del visir che da parecchi giorni non era stata al bagno, volle approfittare dell’occasione, ed esternatolo alle sue donne, queste si furono in breve provviste di tutte le cose necessarie. La Bella Persiana si ritirò nelle proprie stanze, e la moglie del visir, prima di recarsi al bagno, incaricò due piccole schiave di restare presso di lei, con ordine di non lasciar entrare Noreddin, se mai capitasse.

«Mentre la moglie del visir Khacan stava al bagno, e la Bella Persiana era sola, Noreddin giunse appunto in quella, e non trovando la madre nel suo appartamento, andò alle stanze della Bella Persiana, ove ve-