Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/506

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proprio pensiero. — Sire,» gli disse, «mi sembra siavi un mezzo immancabile per eludere un matrimonio tanto sproporzionato, senza che Aladino, quand’anche fosse da vostra maestà conosciuto, possa lamentarsene; ed è di mettere la principessa a sì alto prezzo, che le sue ricchezze, qualunque esser possano, non giungano a supplirvi. Sarà questo il modo di farlo desistere da un’insistenza tanto ardita, per non dir temeraria, alla quale non ha senza dubbio pensato prima d’impegnatisi. —

«Il sultano approvò il consiglio del gran visir, e voltosi quindi alla madre di Aladino, dopo qualche momento di riflessione: — Mia buona donna,» le disse, «i sultani devono osservare la loro parola; son pronto a mantenere la mia, e rendere vostro figlio felice col matrimonio della principessa mia figliuola; ma siccome non posso maritarla se non sappia l’utile ch’essa vi troverà, direte a vostro figlio ch’io adempirò al mio impegno quando m’abbia mandato quaranta bei bacili d’oro massiccio, colmi delle stesse cose che già da sua parte mi presentaste, portati da egual numero di schiavi negri, che siano condotti da quaranta altri schiavi bianchi, giovani, leggiadri e di bella statura, e tutti magnificamente vestiti: ecco le condizioni alle quali son pronto a dargli la principessa mia figliuola. Andate, buona donna; attenderò che mi rechiate la sua risposta. —

«Prosternossi nuovamente la madre di Aladino davanti al trono del sultano, e ritiratasi, rideva fra sè, cammin facendo, della pazza immaginazione del figliuolo. — Veramente,» diceva, «dove andrà egli a trovare tanti bacili d’oro ed una quantità si grande di quei vetri colorati da riempimeli tutti? Tornerà nel sotterraneo, di cui è otturato l’ingresso, per coglierne dagli alberi? E tutti quegli schiavi come il sultano li vuole, dove andrà egli a prenderli?