Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/526

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essere Aladino, in ogni rapporto, prudente, savio ed assennato.

«Giunta la notte, la principessa s’accommiatò dal padre. Furono teneri i loro addii e misti di lagrime; abbracciaronsi più volte in silenzio, e infine la principessa, uscita dal suo appartamento, si mise in cammino colla madre di Aladino alla sinistra, seguita da cento schiave, vestite con istupenda magnificenza. Tutte le schiere musicali che non avevano cessato di farsi udire dal momento dell’arrivo della messaggera, eransi riunite ed aprivano la marcia; seguivano cento sciaù (1) ed egual numero di eunuchi negri in due file, coi loro officiali alla testa. Quattrocenti giovani paggi del sultano, in due squadre, camminavano ai lati con una fiaccola in mano per ciascuno, producendo una luce che, unita alle luminarie tanto della dimora, del sultano come di quella d’Aladino, maravigliosamente suppliva alla mancanza del sole.

«In tal ordine, la principessa procedeva sul tappeto disteso dal palazzo del sultano sino a quello del fortunato giovane; e mano mano che inoltrava, gli strumenti che stavano alla testa della marcia, avvicinandosi e mescolandosi a quelli che facevansi udire dall’alto delle terrazze dello stupendo edificio, formavano tale un concerto che, per quanto straordinario e confuso paresse, non lasciava di accrescere la letizia, non solo nella piazza gremita di popolo, ma ben anche in tutta la città, ed assai lontano al di fuori.

«Giunse finalmente la principessa alla nuova abitazione, ed Aladino corse con tutto l’immaginabile giubilo all’ingresso dell’appartamento destinato a riceverla. Aveva la madre di lui avuta la cura di

  1. Specie di uscieri.