Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/655

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fatto per ispendere, bisogna però procedere in guisa che produca un fondo dal quale si possa ricavarne una rendita senza esaurirlo. Ed è a ciò ch’io penso, e subito domani comincerò a stabilire questo fondo. —

«Il giorno dopo, impiegai la giornata andando da buona parte delle persone del mio mestiere, le quali non trovavansi in miglior condizione ch’io non fossi stato sin allora, ed anticipando loro un po’ di danaro, li impegnai a lavorare per me in varie sorta d’opere di cordami, ciascuno secondo l’abilità ed il suo potere, promettendo di non farli aspettare, ma di essere esattissimo a ben rimunerarli delle loro fatiche, a misura che mi portassero i lavori. Il giorno successivo, finii d’impegnare egualmente gli altri cordai di quel ceto ad occuparsi per me; e da quel tempo, quanti ve n’hanno in Bagdad, continuano in codesto lavoro, contentissimi della mia esattezza a mantenere la parola che ho loro data.

«Siccome quel gran numero d’operai doveva produrre lavori in proporzione, presi in affitto magazzini in vari siti; e stabilito in ciascuno un commesso, tanto per riceverli, quanto per ispacciarli all’ingrosso ed al minuto, in breve, con tal economia, mi costituii un guadagno ed una rendita considerevoli.

«In seguito, per riunire in un sol luogo tanti magazzini dispersi, comprai una casa grande, che occupava un vasto terreno, ma cadeva in rovina. La feci atterrare, fabbricando invece quella che vostra maestà ha ieri veduta. Ma per quanto sia d’apparenza, è composta soltanto dei magazzini che mi sono necessari, e delle stanze onde ho bisogno per me e la mia famiglia.»