Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/66

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zo: — Ebbene, che cosa aspetti?» disse ad Hadgi Hassan. «Va a trovare il venditore, e conchiudi con lui il contratto per quattromila pezze d’oro, o sappimi dire cosa intenda fare.» Non eragli ancor noto che la schiava appartenesse a Noreddin.

«Hadgi Hassan, che aveva chiusa la porta della stanza, andò ad abboccarsi col giovane. — Signore,» gli disse, «mi duole assai di venirvi ad annunciare una cattiva notizia: la vostra schiava sta per essere venduta per nulla. — Per qual ragione?» chiese Noreddin. — Signore,» ripigliò Hadgi Hassan, «la cosa aveva preso alla prima un ottimo aspetto, poichè i mercatanti, veduta ch’ebbero la vostra schiava, m’incaricarono, senza troppe smorfie, di gridarla a quattromila pezze d’oro. L’ho infatti gridata a tal prezzo, ma tosto comparve il visir Sauy, e la sua presenza chiuse la bocca ai mercanti, ch’io vedeva già disposti a farla salire almeno al medesimo prezzo che costò al fu visir vostro padre: Sauy non vuol darne se non le quattromila pezzo d’oro, ed è ben mio malgrado che vengo a portarvi una parola sì irragionevole. La schiava è vostra, ma io non vi consiglierò mai a rilasciarla a tal prezzo. Voi lo conoscete, o signore, e tutti lo conoscono con voi; oltrechè la schiava vale infinitamente di più, è colui malvagio abbastanza da immaginare qualche mezzo di non isborsarvi il danaro.

«— Hadgi Hassan,» rispose Noreddin, «ti sono obbligato, del tuo consiglio; non temere ch’io soffra che la mia schiava sia venduta al nemico della mia casa. Ho gran bisogno di danaro; ma preferirei morire nell’ultima miseria, che permettere gli fosse abbandonata. Una sola cosa ti domando: siccome sai tutti gli usi e tutti i rigiri, dimmi soltanto cosa debbo fare per impedirlo?

«— Signore,» soggiunse il sensale, «non v’ha