Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/660

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l'onore di darvi una cena frugale, ed un letto per ciascheduno, onde potervi condur poi domani per acqua ad una casetta di campagna da me comprata per andarvi di tempo in tempo a pigliar aria, d'onde vi ricondurrò per terra nel medesimo giorno, cadauno sur un cavallo della mia scuderia.

«— Se Saad non ha affari che lo richiamino altrove, acconsento di tutto cuore,» disse Saadi.

«— Non ne ho alcuno,» soggiunse Saad, «quando si tratta di godere della vostra compagnia. Bisogna dunque,» continuò, «mandare alle nostre case ad avvertire che non ci aspettino. —

«Feci subito venire uno schiavo, e mentre essi lo incaricavano della commissione, impartii gli ordini necessari per la cena.

«Attendendo l'ora, feci vedere la mia casa e tutte le sue dipendenze ai miei benefattori, i quali la trovarono ben intesa relativamente al mio stato. Li chiamai amendue indistintamente miei benefattori, perchè senza Saadi, Saad non mi avrebbe dato il pezzo di piombo, nè senza Saad, sarebbesi Saadi rivolto a me per darmi le quattrocento pezze d'oro, alle quali attribuisco l'origine della mia fortuna. Li ricondussi poscia nella sala, dove mi fecero varie interrogazioni sui particolari del mio traffico, ed io risposi loro in modo che parvero contenti della mia condotta.

«Vennero finalmente ad avvertirmi che la cena era servita, e siccome aveano preparata la mensa in un' altra sala, ve li feci entrare; quivi esternarono la loro compiacenza sull'illuminazione ond'era rischiarata, sulla nitidezza del luogo, sulla credenza e le vivande che trovarono di loro gusto. Li festeggiai pure, durante la cena, d'un concerto di voci e d'istrumeuti, e quando furono tolte le mense, d'una compagnia di ballerini, ed altri divertimenti, procurando far il possibile onde dar loro a conoscere, quanto grande fosse la mia gratitudine.